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Villa Arvedi

LA PIÙ GRANDE VILLA VENETA DELLA PROVINCIA VERONESE

La più grande villa veneta della provincia veronese, situata nella frazione di Cuzzano nel comune di Grezzana, nel mezzo della Valpantena e a 9 km da Verona. L'attuale edificio in stile barocco venne realizzato ad opera dell'architetto Giovanni Battista Bianchi verso la metà del XVII secolo, anche se la presenza di una struttura è documentata fino dal XIII secolo. La chiesetta adiacente e il grande salone del primo piano risultano essere affrescate da Ludovico Dorigny. Altri dipinti sono di Paolo Farinati e Sante Prunati.

La Villa di Cuzzano era originariamente il palazzo-fortezza dei Dal Verme, che acquistarono terre e podere sia come uomini d’arme al servizio degli Scaligeri ,sia per lascito testamentari, come quello di Bailardino Nogarola (uomo di fiducia di Cangrande ) che aveva beni terreni molto estesi in Valpantena.

I Dal Verme,con alterne fortune,mantennero beni e potere a Verona e nella Valpantena fino alla fine della Signoria Scaligera (1387) e successivamente anche nel tumultuoso periodo del dominio visconteo e carrarese e nei primi anni della dominazione veneziana.Nel1437 i beni veneti di questa nobile famiglia vennero confiscati e messi all’asta perché il famoso condottiero Alvise Dal Verme , cognato del conte di Carmagnola, passò al servizio dei Visconti contro Venezia.

La Villa di Cuzzano  passò quindi nelle mai della ricchissima famiglia Allegri,un cui componente era stato ammesso nel Nobile Consiglio cittadino subito dopo la resa di Verona alla Serenissima Repubblica (1405) e che aveva la residenza cittadina nel bellissimo palazzo della contrada di San Vitale ( in sinistra d’Adige nella zona di Ponti Navi ). Ufficialmente solo con Giorgio III (1619) la famiglia Allegri poté assegnare ai sui membri il titolo di conte dei feudi di Fagnano e Nogarole.

A metà del Seicento il Conte Giovanni Battista Allegri , che viveva a San Vitale con altri 4 membri della sua famiglia e con ben 19 persone di servizio,poteva dichiarare di possedere oltre a grandi possessioni sparse un po’ ovunque nella provincia veronese (Trevenzuolo,Nogarole;Casaleone,,Ronca’,Montecchia,Affi,Sommacampagna e Belfiore) anche la grandissima tenuta di 260 campi che estendendosi su parte di Grezzana e della limitrofa Marzana dava una rendita complessiva annuale di 1.000 ducati.

Fu proprio il conte Giovanni Battista Allegri che nel 1656 incaricò l’architetto Giovanni  Battista Bianchi di progettare l’ampliamento e la ristrutturazione della’antica magione-fortezza di Cuzzano , che esibiva ancora le sue antiche e possenti torri e che nel Cinquecento si era abbellita grazie agli affreschi di Paolo Veronese ( 1528-1588) e di Paolo Farinati (1524-1606).

Per l’ornamento delle nuove stanze intervennero Ludovico Dorigny (Parigi 1654-Verona 1742) , Santo Prunati (1652 o 1656-1728) e Fra’ Giuseppe Falezza (1658-1748).

Completano e contornano la stupenda ville signorile l’oratorio, gli edifici riservati alle lavorazioni di prodotti agricoli ( in particolare la cantina e l’oleificio) , il giardino , il brolo e le residenze dei lavoratori.

L’ultima discendente degli Allegri , Lucrezia , nata nel 1780 , sposatasi con il conte Orazio Sacramoso , per far fronte ai numerosi debiti della famiglia , 8 gennaio 1824 per 315.000 lire italiane vendette la villa e la tenuta di Grezzana al trentino Giovanni Antonio Arvedi , produttore di seta , residente nella contrada di Sant’Eufemia di Verona .La famiglia Arvedi , dopo aver fortunatamente abbandonato l’intenzione di trasformare la nobile magione in filanda , nel corso degli ultimi due secoli si e’ sempre attivamente impegnata nella coltivazione di ortaggi e frutta di altissima qualità. D’altra parte si sa che la villa fin dalle sue origini era dotata di torchio da olio e che il frantoio di Cuzzano era il più cercato della valle . Inoltre la capiente e attrezzata cantina documenta la passione della famiglia Arvedi per la produzione di vini prelibati.

Il Giardino

Il giardino, seguendo un elaborato schema geometrico , si estende su un ampio ripiano ai piedi della villa .Dalla fontana , cuore spaziale ed estetico del terrazzamento , posta al centro del viale d’accesso alla villa contornato da grandi cespugli di bosso , si dipartono due complessi ventagli vegetali con volute sinuose tipicamente barocche.

Seppur recintato su tre lati da un tenue muretto divisorio e protetto nella parte settentrionale , da dove spirano i nocivi venti freddi , da un alto muro , il giardino non si oppone per contrasto , ma si unisce armonicamente con i disegni , le forme, e i colori delle piante del brolo e dei campi coltivati che lo circondano.

Il Salone

Lo stupendo salone centrale del primo piano , affrescato dal Dorigny,di prezioso gusto classicistico , presenta una esuberante enciclopedia mitologica illustrata, dove compaiono i più importanti dei dell’ Olimpo (nella volta suddivisa da tre grandiosi cornicioni ) e dove sono raffigurate la vittoria dei Lapiti sui centauri ( simbolo della vittoria della razionalità sull’ istintualità) e di Perseo sulla Medusa ( simbolo della capacità di vincere anche forze superiori unendo la forza all’intelligenza).Gli uomini,come fecero gli antenati degli Allegri dipinti negli ovali posti sopra gli ingressi , sotto la protezione costante della divinità , devono esercitare queste virtù lungo il corso dell’intero anno indicato dalle rappresentazioni simboliche dei dodici mesi e dai Titani che sorreggono i segni zodiacali che scorrono sulle pareti lunghe del salone.

La villa nella villa

Oltre ai noti e famosi artisti ( Paolo Caliari, Paolo Farinati, Ludovico Dorigny e Santo Prunati ) che, secondo Federico Dal Forno , resero la villa di Cuzzano “ fra le più prestigiose del Veneto per struttura architettonica , ottimo stato di conservazione  e per i molteplici cicli di affreschi in essa conservati “, una citazione a parte merita l’opera del pittore ( Giuseppe Falezza, Verona 1658-1748) che ha lasciato nella villa opere notevoli per qualità .Conosciuto come “ prete degli Allegri “ era in realtà un frate dell’ordine dei carmelitani calzati che visse nel convento di San Tommaso Cantuariense di Verona presso l’attuale Pizza Isolo .

In modo particolare spuntano gli affreschi da lui eseguiti nella torretta destra della villa dove ha dipinto una visione d’insieme della stessa villa inserita in uno scenario che presenta in primo piano quattro colonne tortili che reggono un architrave , mentre sullo sfondo si allarga il protettivo e rigoglioso spazio geografico nel quale sono immersi il maestoso palazzo e il giardino.

L’affresco e’ interessante perché ci presenta la villa come era all’inizi del settecento . In particolare e’ interessante notare il diverso disegno del giardino che sul’ lato destro e’ delimitato da una capiente serra atta ad ospitare piante di agrumi .

Le pitture di fra’ Falezza sono sempre impreziosite da esuberanti elementi floreali e alleggerite dalla presenza costante di uccelli. Anche in questo affresco della torretta attorno l’architrave scendono festoni di fiori,nel cielo vola libera una gazza ghiandaia mentre sopra l’architrave posano delle anatre un gallo e un tacchino .

La grande abilità del Falezza si e’ impegnata anche nella decorazione della grande voliera della villa riempita da una folla festosa di uccelli e da un intreccio labirintico di fronde.

 

La chiesa di San Carlo

Come la villa negli anni centrali del secolo fu ampliata e completamente rifatta così anche il primo oratorio privato , dedicato a San Francesco , fu completamente ricostruito negli ultimi decenni del Seicento e dedicato successivamente a San Carlo.

Mediante una maestosa scalinata si accede alla chiesa che sulla facciata presenta oltre allo stemma degli Allegri ,nel punto più alto sopra in piccolo timpano la statua della Madonna, e , più in basso altre quattro statue di santi ( San Francesco, San Vincenzo Ferrari, San Carlo e San Romoaldo ).

L’interno contiene pregevoli affreschi di Ludovico Dorigny , come quelli che raffigurano “San Carlo in colloquio con Dio “ e il profeta Elia rapito in cielo con il suo carro ,per il quale N. Ivanoff scrisse che il pittore “ha saputo rendere eloquente il vuoto “. Impreziosiscono la chiesa due tele del Balestra : San Giovanni nel deserto e San Metrone . Sopra l’altare di marmo con mensa sorretta da due angeli e’ collocata una statua della Madonna del Carmine alla quale  per un breve periodo l’oratorio era dedicato .

Il campanile , che sovrasta la sacrestia , con la tipica cuspide rigonfia riprende nelle balaustre della cella campanaria le forme figurative delle balaustre della scalinata d’accesso alla chiesa .

 

Photogallery

Contatti

Via Conti Allegri,
37023 Grezzana
348/2207298
https://www.villarvedi.it/
info@villarvedi.it
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